Come Egeo costretto in ariballo

e liburne in irridente àlea, tabe

di viéte contese, trame vissute,

simulacri di indarno agone,

così artieri crocidano in coro,

trissottini dileggiano Erato.

Della skena re-citanti vanesi,

anelano immeritati clamori.

martedì 11 agosto 2015

Impasti


Osservo estasiato il bianco alchimista
che scruta la bocca del fuoco. Presto
dall'antro schiuso vedranno la luce
i fiori di macina al cuor di sambuco,
coltre di sesamo sulla crosta dorata.
Respira il pane. L'alito caldo diffonde.
E sa di cibo dei padri, bisogno unito
in preghiera alla salvezza dell'anima.
Memoria indistinta si sveglia, affiora
dal fondo del fondo dei giorni, e giù
nelle viscere, spalma materne carezze. 

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